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DOCUMENTO SINTETICO INERENTE LA RIFORMA DELLO STATUTO DA SOTTOPORRE ALL’ATTENZIONE DELLE ASSEMBLEE DEI SOCI CHE SI SVOLGERANNO NEI MESI DI MARZO E APRILE 2024

 

 

Gentili Soci,

il 20 e 21 Ottobre 2023 si è svolto il Congresso del nostro sodalizio.

 

Fra i temi importanti che sono stati discussi e approvati vi è la costituzione di un Gruppo di lavoro che possa giungere al Congresso dell'autunno 2025 con una proposta di riforma dello Statuto Sociale.

 

È stata considerata l'opportunità di operare una riforma del testo statutario, per adeguarlo alla situazione presente e dargli un assetto coerente, di facile lettura e interpretazione.

 

È stata inoltre rilevata l'esigenza di una ridefinizione degli Organi Associativi, della loro composizione, del loro ruolo, dei compiti, delle funzioni, delle attribuzioni e delle modalità di funzionamento da riservare a ciascuno di essi, nonché di un adeguamento delle finalità statutarie e dell’intera struttura associativa dell'Unione.

 

Considerato inoltre, che tale importante processo di riforma complessiva della nostra “Carta statutaria” non può terminare in un confronto ristretto, circoscritto al solo Congresso, ma richieda la definizione di un percorso al quale possano partecipare il numero più ampio di soci e dirigenti a ogni livello, attraverso le assemblee e i consigli sezionali, gli incontri di base, i Consigli Regionali e lo stesso Consiglio Nazionale, si è convenuto quindi di dare corso a una stagione di Riforma Statutaria secondo le linee abbozzate nel presente documento, con il coinvolgimento della base e della dirigenza associativa a ogni livello, avendo riguardo per tutte le sensibilità diverse che si sono manifestate dentro e fuori dall'ultimo Congresso.

 

Il percorso si realizzerà attraverso le strutture regionali e sezionali e vedrà la sua conclusione con il Congresso ordinario previsto per l’autunno 2025; è stato costituito un Gruppo di Lavoro composto da dirigenti associativi a ogni livello, nel quale sono rappresentate le sensibilità di cui sopra, affiancati da tecnici competenti nelle materie giuridiche, contabili, amministrative, fiscali e patrimoniali, allo scopo di favorire il percorso indicato.

 

La mozione congressuale ha predisposto un percorso, attraverso un cronoprogramma, disponendo modalità e tempi di svolgimento cosicché si possa giungere al Congresso Ordinario del 2025 con una proposta di Testo Statutario che abbia avuto il vaglio e ricevuto l’approvazione del maggior numero di soci possibile.

 

Passiamo ora alle proposte che il Gruppo di Lavoro sta discutendo e che qui vengono riassunte sinteticamente mentre, durante i mesi successivi, la bozza di Statuto prenderà sempre più forma arricchendosi dei contributi del maggior numero di soci e dirigenti.

 

Al fine di agevolare il lavoro dei componenti, si sono costituite 3 aree con relativi sottogruppi, così come segue:

 

1) area per l’analisi degli aspetti giuridici che disciplinano l'Associazione;

2) aspetti organizzativi - economici - amministrativi – fiscali;

3) patrimonio dell'U.I.C.I.

 

Nel presente documento si informa che dal confronto tra i componenti del Gruppo di Lavoro sono emerse due principali posizioni strutturali: un'Associazione di stampo centralistico, un'Associazione di tipo federalistico.

La preoccupazione di chi sostiene la necessità di avere un'Unione maggiormente federalista nasce dalla presa d'atto della riforma del Titolo Quinto della Costituzione, da quanto previsto dalla Legge di riforma del Terzo Settore con particolare riferimento ai requisiti necessari per mantenere l’iscrizione nella sezione B del Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS).

Le opportune valutazioni non possono tantomeno ignorare la riforma dell'autonomia differenziata attualmente al vaglio del Parlamento.

La rappresentanza legale, non accompagnata da quella giuridica, di fatto potrebbe esporre i Presidenti Territoriali e Regionali a responsabilità personali inerenti gli atti compiuti nell’interesse dell’Unione.

Recentemente, tutti i bandi emanati dalle Pubbliche Amministrazioni e dagli Enti Locali per la gestione di beni e servizi richiedono espressamente la rappresentanza giuridica e legale dell’Associazione, pena la possibile esclusione delle domande presentate dalle articolazioni territoriali dell’Unione.

Esiste altresì la questione del Fondo di Solidarietà che la Presidenza Nazionale distribuisce annualmente alle strutture Regionali e Territoriali mediante presentazione di appositi progetti. Tale finanziamento è reso possibile grazie a contributi pubblici che l’Unione percepisce dallo Stato, ci si domanda se tale sistema può essere compatibile con un'Associazione maggiormente federalista o se ciò potrebbe essere sanzionato e quindi non più percorribile con danno soprattutto per le piccole realtà del territorio.

Altri dubbi nascono dall'esigenza di comprendere se con un’Associazione maggiormente federalista vi saranno ulteriori problematiche di ordine amministrativo e fiscale.

Inoltre ci si chiede se è possibile adottare uno Statuto Nazionale che salvaguardi la nostra unità associativa, tenendo presente che potrebbe essere richiesto alle strutture periferiche l’adozione di un proprio Statuto che non vada in ogni caso a ledere comunque i principi generali dell'U.I.C.I..

Un ulteriore aspetto da non sottovalutare è quello dell’attuale unicità del Patrimonio. Verso quale gestione si potrebbe andare con un'Associazione federativa? Si perderebbe il vincolo dell’unicità del patrimonio? In tal caso ci si domanda se è obbligatorio trasferire il patrimonio alle sedi territoriali con conseguenti ingenti costi da supportare o se, ad esempio, si può intraprendere la strada della costituzione di una fondazione dedicata alla gestione Patrimoniale complessiva.

Qualora invece si optasse per mantenere l'attuale sistema dell’Associazione con un adeguamento dello Statuto, comunque di tipo centralistico, ci si sta interrogando su quale potrebbe essere l'impatto del federalismo statale all'interno del nostro sodalizio.

Infine si dovrebbe valutare l'opportunità di modificare struttura, composizione e funzionamento di alcuni organi associativi a tutti i livelli allo scopo di evitare gli errori del passato e per rendere l'Associazione più efficace ed efficiente.  

Il presente documento rappresenta solo il punto di partenza di una discussione ampia che ci dovrà condurre ad una modifica statutaria condivisa e partecipata. Pertanto si invitano i Presidenti territoriali a far leggere il presente documento nel corso delle assemblee sezionali che si stanno tenendo in questa primavera. Auspichiamo l'avvio di un confronto costruttivo e la raccolta di spunti interessanti su cui continuare a lavorare per aggiornare tutti insieme l'assetto statutario che regola la nostra organizzazione.

 

Si resta a disposizione per qualsiasi chiarimento e si ricorda che i contributi scaturiti dalle assemblee sezionali e dai Consigli Regionali potranno essere inviati all'indirizzo mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. utilizzando gli indirizzi email delle strutture Territoriali e Regionali.

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